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MANIFESTO 100 passi ... 100 bici in SICILIA
Cosa succede in Sicilia oggi?
Ci poniamo questa domanda con una certa apprensione, visto che da qualche
tempo la terra di Liugi Pirandello sembra non fare più
notizia.
C'è ancora qualcuno che ha voglia di lottare e resistere in
Sicilia?
Che fine hanno fatto: "la primavera di Palermo", i Leoluca Orlando, i
Letizia Battaglia, i Boris Giuliano, i Falcone, i Borsellino, i
Ciancimino, l'arcivescovo di Monreale, Libera, il liceo Meli, la
Pantera, gli edili, le tute blu dei Cantieri Navali, Legambiente e
l'ecomafia, La Banda del Sogno Interrotto, i Peeppino Impastato, i
Umberto Santino, Portella della Ginestra, i contadini, la lunga
battaglia di Comiso, la mafia, i Riina, i Buscetta, i Badalamenti, i
Andreotti, i fratelli Salvo, i Michele Sindona, i processi, le stragi, i
processi, l'Ora e il Giornale di Sicilia, l'esercito agli
angoli delle strade come in una guerra civile, i giudici ragazzini, le
talpe, via Pipitone, i Siciliani, i Chinnici, il cardinale Pappalardo,
le vasca con l'acido, i Siino e il tavolo degli affari, l'acqua, i
Costanzo, i Contrada, le grandi imprese del Nord, gli schiaffi a Parisi,
i servizi segreti e le vedove, le donne da una parte e dall'altra e quel
grido straziante e disperato: "io non vi perdono" "io non vi perdono." -
specchio dello strazio e del pianto di una terra.
È tutto finito? Tutto dimenticato?
Le poche notizie che ci giungono non sembrano molto confortanti.
Ma, ne siamo convinti, una Sicilia diversa c'è!
È la Sicilia che ha voglia di giustizia e di libertà e che
si ritrova nell'impegno quotidiano della gente comune, delle tante
persone che credono nella rinascita della loro terra. Basta osservare
con un po' di attenzione per accorgersi di quanto numerosi siano oggi i
progetti che hanno come obiettivo non solo la resistenza, ma anche lo
sviluppo della Sicilia; si pensi, per esempio, a Libera Terra, a
Liberarsi dalle spine, allo Zetalab, al Centro Impastato, alla ludoteca
di Gela, all'associaizone Laltraparte di Agrigento, alla cooperativa
Quetzal di Modica (per citarne alcuni).
"Picchì vinisti?"
Noi Liberi cittadini del mondo, attraverseremo la Sicilia in bicicletta.
I motivi che ci spingono a farlo sono molteplici: desideriamo -certo-
promuovere l'uso di mezzi alternativi di trasporto, scegliere il nostro
tempo libero e le nostre ferie, ma anche conoscere e capire la Sicilia
di oggi; quella che non ci viene raccontata, portando la nostra
solidarietà a chi vive ogni giorno tra i quartieri degradati di
Palermo- dallo Zen, alla Zisa, alla Ucciria, alla Favorita- e tra le
"rovine" di Agrigento (non quelle storiche, ma quelle dell'abusivismo
edilizio), ai cittadini che ogni giorno si trovano a dover far i conti
con l'acqua che non c'è e a coloro che vivono per migliorare
queste condizioni.
Pedaleremo seguendo le indicazioni di una diga che da trent'anni pompa
soldi solo allo stato, ma non è stata mai costruita.
Pedaleremo sulle coste sommerse dal cemento di destra e di sinistra,
visiteremo l'ex base militare Nato di Comiso, monumento allo spreco e
all'inutilità.
Condivideremo una settimana di lotte e fatiche dall'alba al tramonto;
saranno 450 Km d'informazione, solidarietà e divertimento.
Qualcuno l'ha definita "un'assurdità, una stonatura,
un'ingenuità, un'idea ridicola, ma per questo un'idea
straordinaria, fuori luogo, un'estrosità".
La nostra intenzione è quella di coinvolgere più soggetti
possibili: dal ciclista della domenica, alle associazioni sportive e
ambientaliste, dagli studenti alle famiglie italiane e straniere.
Il nostro sogno è di dar vita ad una grande carovana pacifica che
attraversi la Sicilia, in 7 tappe di circa 60 km l'una.
Facendo nostra un'affermazione degli Zapatisti e delle Madri di Plaza de
Mayo, riaffermiamo che: L'UNICA LOTTA CHE SI PERDE E' QUELLA CHE SI ABBANDONA!
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