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Evian G8 2003
No global sull'Alpe: 17 bikers
di cui 2 valdesi, 1 quacchera, 1 comboniano, 1 mistica, 5 ex scout ... in
pellegrinaggio sulla via francigena, anche questo è il Bicig8.
Il frullare delle ruote sulla
ghiaia dello sterrato dell’alzaia nelle campagne di corsico, è la
conferma che sono partiti! Il gruppo è allungato come sempre succede nei
lunghi percorsi, ma questa è davvero una grande impresa. Raggiungere la
svizzera attraversando il valico del gran S. Bernardo partendo da piazza
mercanti, sulle strade dei pellegrini calde e polverose.
Non sanno se li lasceranno passare perché là ad Evian si svolgerà l’ennesimo
incontro dei grandi della terra, e loro i ciclisti e le cicliste del
Bicig8 saranno lì, per testimoniare che un altro mondo è possibile …
pedalando.
Di sicuro sanno che li aspettano sei giorni di percorso 500 km e 2473
metri di dislivello, (non c’è paragone con il passo dei Giovi!) piazze
e manifestazioni, facce amiche e gendarmi perquisizioni e forse scontri.
Ma nulla li potrà fermare sanno che quello che stanno facendo è giusto
come lo sanno gli indios della selva lacandona, a cui va il loro pensiero.
A Vigevano grande accoglienza e pranzo offerto dai vigevanesi.
Si riparte alla volta di Novara dove i ciclisti e le cicliste saranno
accolte dai compagni del centro sociale cavalcavia, con una grigliata e
una notte infestata dalle zanzare che popolano le risaie.
Novara – Ivrea
Le risaie del vercellese sono
il panorama della tappa successiva, dove la monotonia della pianura è
interrotta dal volo degli aironi cenerini e dal gracidare delle rane.
Giunti a vercelli dove fermi in una panetteria il gruppo viene omaggiato
di pizze e brioche, non sappiamo i gusti scelti...ma sembra sia tutto
buono e abbondande, il furgone che porta i materiali di ricambio e' a
Santhià dove piove a catinelle...
Da Shantià si arriva ad Ivrea dove i pellegrini hanno un primo impatto
con la realtà. L’ostello Don Bosco non è né accogliente né adatto ai
portafogli dei pellegrini ma è un vero e proprio Hotel, che chiede 34
euri a persona, subito vengono occupati i prati e i cespugli con le tende
e si allestisce la cucina da campo, alcuni si sacrificano e pagando la
retta si accomodano nelle stanze … lo scontro con le autorità
ecclesiastiche è inevitabile, comboniani, valdesi, quaccheri e scout
deplorano unanimemente la cattiva accoglienza cattolica.
Il giorno successivo prima tappa di montagna con un dislivello di 500 mt.
si raggiungerà Pont St. Martin e successivamente Aosta, che accoglierà
calorosamente il drappello di ciclisti e cicliste, con una delegazione di
legambiente e titoloni sui quotidiani locali.
La temutissima cima
Coppi,
Espy: "... da qui è
passato Annibale con gli elefanti! Passeremo anche noi."
Si sa la competizione scatta
di fronte alla maestosità delle cime, ed è proprio la cima Coppi a far
scattare l’agonismo, che solitamente rifugge da un gruppo che fa della
pratica del ciclismo un etica di sostenibilità, per farla breve eccovi la
radiocronaca di quell’epica salita tratta da Indymedia by
adriano de zan Wednesday May 28, 2003 at 10:44 AM:
Punto di partenza : Aosta, 600
metri
Punto di arrivo : Gran San Bernardo, 2470 metri
Chilometri totali : 34.5 km
Dislivello : 1870 metri
Pendenza media : 5,42%
Pendenza massima: 7,5% (circa)
Messaggio per i passisti che
dovrebbero raggiungere oggi il gruppo:
Siete caldi?!! Qua campo
base si scaldano i motori... hem muscoli, il sole è con noi!
Notizie dal passo:
il capitano del team
ciclofixx si e' lanciato in fuga, all'inseguimento del team biciG8
segue il gruppo compatto a
circa 8 km dalla vetta, quattro sono gli uomini in fuga 3 del team biciG8
e il capitano del team cicloffixx
ps: gli sbirri hanno
sequestrato, prima della salita, i documenti a tutti i passisti. li stanno
riconsegnando. dicono che in svizzera troveranno neve, fucili spianati
(esagero, non esageri!), puntine da disegno e chiodi sulla strada...
secondo me fanno un po' di ostruzionismo...
L'ufficio stampa Unione
Ciclistica Internazionale rende noto che il vincitore è stato
squalificato in quanto è risultato positivo alla Cannabis.
il gruppo e' fermo...dopo un
veloce controllo effettuato dalla guardia di finanza il gruppo e' stato
bloccato sequestrate 2 bottiglie di rossino che vengono immediatamente
consegnate al reparto operativo del nucleo antisofisticazioni di aosta....
so cazzi!!!!!!!! :))
Ordine di arrivo del GPM by
adriano de zan
Wednesday May 28, 2003 at
01:19 PM
1 capitano team ciclofixx
2 andrea team biciG8
3 stefano team biciG8
Notizie dall'ammiraglia del
team biciG8:
i pulotti italiani che ci scortano ci prendono un po' per il culo e
fanno il tifo per noi. applaudono ogni volta che passa un ciclista. gia'
avvisati i doganieri svizzeri del ns arrivo. passeremo?
Notizie dalla vetta:
un muro di neve non fa passare le macchine ma le bici si! passeremo?
qui radiocorsa
a voi studio
la truppa ciclica e' riuscita
a girare a proprio favore l'atto repressivo del controllo (le due
bottiglie di rossino), questa lieve fresca bevanda e' stata offerta agli
esperti spettacolari della noia...che al secondo sorso gia' non capivano
piu' nulla...
i nostri li hanno lasciati con le due bocce proseguendo...
ora sembra che si stiano sollazzando a base di mojto...
ma le comunicazioni risultano un po' difficoltose...le persone contattate
difficilmente riescono a fare un discorso logico...spesso hanno una
parlata poco definita... per farla breve...sono allo sbiascico completo
:))
Martigny - Losanna
buongiorno a tutti i
radioascoltatori
breve riassunto della
mattinata:
ore 9:11 - c'e' un po' di
dubbio nel gruppo...come affrontare il persorso di oggi? Rapida telefonata
ai francesi, ci sfottono sia sulle possibilita’ di superare sia la
frontiera ultrapresidiata dall’esercito che il passo della Forclaz …
ore 10:30 - la decisione e'
presa..andiamo a losanna, c'e' piu' topa... e si fatica di meno
ore 12:30: il gruppo opera una
manovra diversiva e si dirige compatto e di buona lena verso Sion … hem,
cazzo! Abbiamo sbagliato strada per 15 Km, le auto civette degli sbirri
elvetici non capiscono più nulla!
ore 13:43: il gruppo e'
compatto lungo la pista ciclabile del rodano
ore 13:53: il guru del team
bigiG8 cade clamorosamente da fermo e finisce tra le ortiche. docciato di
acqua fresca, per calmare i pruriti dell'ortica che quelli dello...spirito
una fida gregaria si e'
azzoppata ieri durante l'eroica scalata della cima predielis, come da oggi
viene chiamato il passo del gran s.bernardo; e' spinta da uno dei leader
del team
il morale e' cmq alto
per ora e' tutto a voi studio
Losanna … i preparativi, le
azioni dirette.
Losanna era con Ginevra e
Annemasse uno dei tre punti chiave dei blocchi e delle perturbazioni del
G8 di Evian: una parte delle delegazioni dei vari paesi e il personale
tecnico vi alloggiavano. D’altra parte il percorso tra Ginevra Annemasse
ed Evian doveva essere massicciamente bloccato dalle manifestazioni e le
autorità avevano quindi deciso di far transitare un gran numero di
delegati da Ginevra a Losanna lungo la strada che porta al porto di
imbarco a Ouchy, punta sud di losanna, da cui si sarebbero fatti
traghettare fino ad Evian attraversando il lago Lemano. Per fare ciò, l’autostrada
tra Ginevra e Losanna doveva essere chiusa ed utilizzata solo per i
convogli speciali scortati dalla polizia. La zona di Losanna prospicente
Ouchy era stata dichiarata zona rossa, con barricate e protezioni. Le
delegazioni potevano arrivare da Ginevra, e da Losanna a Ouchy solamente
da qualche via d’accesso, passando sia da ovest, sia dal centro, sia
dall’est della città.
A seguito delle iniziative
dei/delle militanti anti G8 losannesi, due campi erano stati preparati.
Uno, alla bourdonette, installato dalle autorità, l’altro "oulala
c’village", un progetto anticapitalista e anti patriarcale
occupato e autogestito sulle spiagge del lago, con strutture medicali,
indymedia, uno spazio queer e musica.
Alcune azioni e manifestazioni
erano già state avviate durante la settimana precedente l’apertura del
vertice, come anche dei laboratori di simulazione e tattica di blocco non
violenta.
Bicig8 dopo essersi istallato
alla bourdonette, partecipa ad una grossa critical mass di accoglienza dei
ciclisti e delle cicliste bernesi e berlinesi a Vevey, di fronte alla
Nestlè.
Le manifestazioni non
autorizzate di bloccaggio previste per la mattinata del 1 giugno si erano
date in comune degli obiettivi concreti di disturbo massimo del G8:
-
bloccare o ritardare
con tattiche diverse l’arrivo delle delegazioni e del personale
tecnico ad Evian;
-
obbligare i delegati e
le delegate del G8 a confrontarsi con la contestazione;
-
continuare il lavoro
di sensibilizzazione della popolazione.
Con una parte dei manifestanti
e delle manifestanti, un obiettivo secondario:
- riappropriarsi,
detournare o sabotare le insegne, gli uffici i simboli, gli edifici,
gli hotels, i commerci legati all’organizzazione del G8 o
rappresentanti gli interessi degli stati, banche e multinazionali che
si nascondono dietro al G8 e devastano il mondo e la vita di chi ci
abita. Tutto questo con l’obiettivo di creare una pressione politica
ed economica diretta per decostruire collettivamente le strutture di
dominio e di controllo.
A Losanna, si era deciso di
utilizzare una differenziazione di tattiche di blocco e di azioni da
distribuirsi sulle varie arterie chiave della città. Queste tattiche
dovevano essere complementari, e coordinarsi al meglio per distrarre la
repressione agendo in più punti nello stesso tempo.
I Pink and Silver Blok
Dopo una assemblea abbastanza
laboriosa (parte tradotta dal tedesco in francese ed in inglese) i
Bicigottini decidono di manifestare assieme al pink and silver blok
(blocco rosa e argento) e di confluire nel critical mass.
Questa tattica è nata durante
il vertice del FMI e della Banca Mondiale a Praga, dove aveva riscosso un
buon successo e permesso ad una parte dei manifestanti e delle
manifestanti di arrivare fino al centro del congresso. Da allora è stata
utilizzata durante molte manifestazioni e azioni dirette, si basa su una
resistenza festosa, ritmata e colorata. Punta a promuovere il queer
(superamento dei generi sociali maschile e femminile e dell’opressione
patriarcale) e il travestimento. Essa ricerca ed integra una diversità di
modalità d’azione nello stesso corteo, e spesso cerca di sabotare e
detournare con umorismo ed eleganza le armi del sistema ed i suoi modi di
oppressione. Cerca anche il superamento dei falsi limiti tra violenza e
non-violenza. Essa si vuole offensiva, ma spesso in rapporti di forza
ineguali, non cerca sistematicamente il confronto diretto e l’innalzarsi
della tensione. Cerca piuttosto di neutralizzare le forze di polizia con
strategie di alleggerimento e di costante movimento. Il blocco rosa si
ritrova nello slogan "se non posso ballare non è la mia
rivoluzione" e crea spesso al suo passaggio un’ atmosfera
conviviale ed energica sia per i/le manifestanti che per i/le passanti. Il
blocco rosa non ha leader né rappresentanti ma si basa su un insieme di
gruppi di affinità: samba, costruttori/ici di barricate, ballerini/e,
detournatori/ici di arredo urbano, equipe legale, equipe mediatica
indipendente. Questi gruppi di affinità erano piccoli gruppi di persone
che si conoscevano mutualmente, si danno ficucia reciproca verso obiettivi
particolari con tecniche d’azione e di protezione del gruppo di fronte
alla polizia. Avevano previsto durante il corteo di comunicare e di
coordinarsi con diversi mezzi: segnali, bandiere, riunioni di delegati/te
dei gruppi di affinità detti "spokes council", musica. Questi
segni sono convenzionali in ogni manifestazione e la loro evoluzione è
costante. Ogni gruppo può decidere in ogni momento di rendersi autonomo
dal blocco.
Massa critica in azione …
Infatti i ciclisti
confluiscono ben presto nel critical mass, corteo ciclistico anti-petrolio
e anti automobilistico. Che permette di bloccare e rallentare la
circolazione raggruppando un gran numero di persone in bici o con altri
mezzi di locomozione non inquinanti, che occupino tutta la carreggiata.
I blak Bloc sono presenti e
agiscono indisturbati in fondo alla manifestazione, creando danni mirati a
i simboli del liberismo come sedi di multinazionali e distributori di
benzina.
La reazione della polizia all’inizio
molto blanda (la manifestazione è partita alle 6,30 del mattino dal campo
della bourdonette e le forze del disordine si trovano completamente
impreparate a reagire) si fa più pressante con ripetuti lanci di granate
lacrimogene e assordanti, entrano in funzione i mezzi pesanti con gli
idranti e i blindati anti-barricate.
Sotto al ponte della ferrovia
i ciclisti riescono a fermare un convoglio di "robocop",
semplicemente mettendosi di traverso con le bici, un ufficiale tratta il
passaggio dei mezzi uno ad uno, è la vittoria del piccolo mezzo ciclico
contro Golia!
Un altro gruppo di ciclisti
riesce a rallentare la marcia di un grosso blindato antisommossa,
decisamente le bici hanno un grosso ruolo nelle azioni dirette
non-violente.
Tutta la manifestazione verrà
poi respinta verso la bourdonette, i ciclisti si sganciano e occupano
simbolicamente l’autostrada (il traffico era già stato fermato dalle
azioni dirette condotte all’alba presso Aubonne, costate il ferimento di
un militante inglese a causa del taglio delle corde a cui era appeso da
parte della polizia elvetica).
Un solo bicigiottino verrà
fermato nel campo, ma riuscirà miracolosamente a scappare allentando le
manette di plastica e infilandosi nella boscaglia, dopo aver chiesto il
rancio della prigione.
Altri 200 manifestanti
verranno fermati e successivamente rilasciati dopo l’identificazione,
durata parecchie ore sotto al sole cocente, grazie anche ad una
manifestazione che parte dal centro di Losanna nel pomeriggio per liberare
i fermati.
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